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Notazioni

Sabato mattina, intorno alle 10. Ero nel letto quando comincio a sentir suonare ripetutamente il cellulare di uno dei componenti della mia famiglia, che non era in casa. Poco dopo comincia ad alternarsi per una mezz’ora la suoneria del telefono fisso. Capii che si trattava della stessa persona e che non si sarebbe arresa. Allora ho dovuto alzarmi e ho risposto, in modo cortese ma pensando cose violente.

Litoti

Non era abbastanza presto per alzarsi quel sabato mattina, ebbene, sentendomi non particolarmente riposata, avevo deciso che non sarebbe stato male continuare a dormire. Ma un tale, che non mi sembra essere un’aquila in fatto di acutezza, pensò che il mio parente non rispondesse a telefono non perché non fosse in casa, ma per dispetto. Allora, sempre non bruscamente, gli ho detto che non era il caso di essere agitato, perché l’avrei fatto richiamare quanto prima.

Metafore

Nel cuore della mattinata, abbandonata su un soffice letto di sogni, sento starnazzare delle diaboliche apparecchiature telematiche. Allora, naufraga sbandata dalle onde del sonno, spinta dalla necessità di far cessare quella tempesta, arpiono il telefono e soffio via quel fastidioso uccellaccio del malrisveglio.

Pubblicitario

“Sei un professionista e i tuoi clienti ti chiamano sul cellulare anche durante il weekend? Vorresti staccare la spina ma hai paura che spegnere il telefono sia una forma di scortesia? Da oggi c’è TUAFIGLIA! Lascia il cellulare a casa con la suoneria a tutto volume, la gente si illuderà di poterti contattare anche se non ci sei. Al resto ci pensa TUAFIGLIA!”
“30 giorni di prova con reso gratuito, e se prenoti entro il 30 Aprile avrai anche il 5% di sconto”

Scarpettiana

SERVETTA
( al pubblico ) Embè, bellezze mie, voi nun sapite che m’è succieso! Questa mattina, che spavento mi sono pigliata! ( arretra qualche passo e si guarda intorno circospetta, torna sul proscenio) Figuratevi che è suonato il campanello tante e tante di quelle volte, che ho pensato fosse accaduta qualche disgrazia! Allora io, puverella, che potevo fare…sono andata alla finestra condicendo a quel signore che, senza meno, l’avarria fatto richiamare dal padrone in persona al suo rientro. E così, lesto lesto l’ho cacciato via!

Teatro dell’Assurdo

Ore 10. La pendola suona 7 volte. La Sig.na Kekerk, svedese, è nella sua camera da letto. In questa camera da letto c’è un letto, e su questo letto c’è una rana. Il Signorino Kekerk, di altezza svedese, siede in poltrona. Il telefono squilla 10 volte.

SIG.NO KEKERK – Hai sentito? Chiamano al telefono. Potrebbe essere qualcuno.

SIG.NA KEKERK – Perché?

SIG.NO KEKERK – Quando suona il telefono c’è sempre qualcuno che sta telefonando perché vuole che gli si rispondi.

SIG.NA KEKERK – Come fai a dirlo? Potrebbe anche essere qualcuno (call center) che sta telefonando perché non vuole che gli si rispondi.

La pendola suona 3 volte.

SIG.NO KEKERK – Allora perché non provi a rispondere? La pendola suona 2 volte.

SIG.NA KEKERK – Vabene. Risponderò. Così vedremo chi ha ragione.

La Sig.na Kekerk risponde alza la cornetta, ma nessuno dall’altra parte. La pendola non suona affatto.

SIG.NA KEKERK – Visto? Ho risposto e non c’era nessuno.

SIG.NO KEKERK – Potrebbe benissimo essere un caso.

Il telefono squilla di nuovo.

SIG.NO KEKERK – Chiama ancora qualcuno. Rispondi.

SIG.NA KEKERK – No, chiama ancora nessuno. Rispondi tu se proprio ci tieni, quanto a me, me ne infischio. Io dico che quando qualcuno chiama al telefono non vuole mai che gli si risponda.

SIG.NO KEKERK – My sister, è risaputo che quando qualcuno chiama al telefono vuol sempre che gli si risponda. Che buffa coppia di consanguinei che siamo, non vogliamo mai rispondere al telefono e ci domandiamo sempre se è o non è qualcuno.